Il Sistema – “WM”:

Con il cambiamento del fuorigioco nel 1925 il numero di reti aumenta e bisogna escogitare nuove soluzioni per migliorare il gioco difensivo. Chapman, allenatore dell’Arsenal, modifica la Piramide nel Sistema, arretrando il mediano centrale sulla linea dei difensori (nasce così lo stopper). Il suo compito è marcare il centravanti, mentre i due terzini si allargano sulle fasce per controllare le ali avversarie. Simultaneamente vengono abbassate le due mezzali per rinforzare la linea mediana. Nasce il quadrilatero di centrocampo, dove il mediano di destra copre la difesa (incontrista) mentre quello di sinistra è più di raccordo. Delle due mezzali quella di destra è un corridore, mentre quella di sinistra è un creativo (fantasista o playmaker).

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Il Sistema – WM

Con il 3-2-2-3 (che disegna una WM) del Sistema non cambiò soltanto la posizione sul campo di alcuni giocatori, quanto piuttosto l’intera filosofia di gioco. Le marcature divennero individuali e strette, i duelli uomo contro uomo determinarono un calcio più aggressivo, meno tecnico e fantasioso, più veloce e fisico. Tutti i club Inglesi si convertirono rapidamente al Sistema, e anche in Germania il successo fu notevole. Nel campionato Italiano la prima squadra ad adottare il Sistema fu il Genoa nella seconda metà degli anni ‘30, e i primi successi arrivarono col Grande Torino che nel 1943 firmò il primo scudetto sistemista del calcio italiano.

Il Metodo – “WW”:

Una prima risposta al Sistema Inglese fu il Metodo, anch’esso evoluzione della Piramide, ideato in Italia da Vittorio Pozzo. Come nella Piramide, davanti al portiere prendevano posizione i due terzini, chiamati a presidiare la propria area di rigore. Il primo era chiamato di volata, in quanto si occupava di marcare il centravanti, mentre il secondo veniva denominato di posizione perché aveva il compito di presidiare l’area di rigore ed accorrere in sostegno del difensore in difficoltà. Il compito di controllare le ali spettava ai due mediani laterali che si abbassavano spesso sulla terza linea. Il cardine della manovra era il giocatore centrale posto dinanzi alla difesa, detto centromediano metodista, che era il regista arretrato della squadra.

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Il Metodo – WW

L’arretramento verso la mediana delle mezze ali dava origine ad un 2-3-2-3, o WW. In questo modo si creava superiorità numerica a centrocampo, con la difesa che risultava più protetta e i contrattacchi più rapidi ed efficaci. Nel Metodo la squadra è spaccata in due e gioca in contropiede, a differenza del Sistema che predilige un gioco corale e più estetico. Il Metodo Italiano quindi introduce il contropiede, che sarà poi la prerogativa del suo calcio, e ne pone le basi tattiche e psicologiche. L’adozione del Metodo permise all’Italia di Pozzo di vincere due titoli mondiali consecutivi, nel 1934 e nel 1938, inframmezzati dalla medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 1936.

La Scuola Ungherese, il Sistema Danubiano – “MM”:

Una variante del Sistema Inglese venne ideata da Gusztáv Sebes, commissario tecnico dell’Ungheria negli anni ‘50. La disposizione dei terzini e dei mediani è immutata, mentre i tre attaccanti vengono arretrati a centrocampo per fare spazio alle due mezze ali nel ruolo di uniche punte. Per la prima volta una squadra di calcio si schiera con due sole punte e viene coniata la definizione di centravanti arretrato per l’attaccante centrale che ora gioca di sponda.

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Il Sistema Danubiano – MM

Questa tattica risultò particolarmente efficace contro le squadre che giocavano col Sistema: poiché nel Sistema l’assetto difensivo prevedeva marcature ad uomo, l’arretramento degli attaccanti risucchiava nel centrocampo i difensori avversari, rendendone più vulnerabile la fase difensiva.

Il Catenaccio:

Il modulo è stato inventato nel ‘32 dal tecnico austriaco Karl Rappan che, alle prese con una squadra dal valore tecnico modesto, decise di provare un sistema che compensasse le lacune tecniche dei giocatori. Partendo dal Sistema, con l’obiettivo di rafforzare la difesa, Rappan ebbe l’idea di togliere un mediano da centrocampo per spostarlo nella linea dei difensori, rendendolo libero da qualsiasi compito di marcatura fissa. Il libero era destinato a raddoppi di marcatura, a recuperare i palloni sfuggiti ai compagni di reparto e più in generale a fare da ultimo uomo tra la palla e la propria porta. I quattro difensori fissi portano ad una superiorità numerica al centro della difesa che difficilmente può essere soverchiata dagli avversari.

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Il Catenaccio

Il Catenaccio italiano si è sviluppato autonomamente rispetto a quello di Rappan. Le costanti erano la marcatura a uomo, la squadra lunga, il contropiede e il libero. Questo giocatore diviene il vero leader della difesa, spesso è il primo a far ripartire la squadra con lanci lunghi. In difesa, con la superiorità numerica data dal libero, si cercava costantemente di recuperare palla e rilanciare rapidamente l’azione offensiva senza cercare azioni manovrate ed approfittando dello sbilanciamento in avanti delle squadre avversarie. Nereo Rocco col Milan insieme ad Helenio Herrera con l’Inter grazie al Catenaccio dominarono la scena italiana ed internazionale negli anni ‘60.

 

Bibliografia:

  • Dalla Piramide al Tiki-taka: storia dei principali schemi.

http://www.ibirbanti.it/dalla-piramide-al-tiki-taka-storia-dei-principali-schemi/

  • Storie di schemi: l’evoluzione della tattica nel calcio.

http://www.storiedicalcio.altervista.org/storie-di-schemi.html

  • Storia della tattica del gioco del calcio.

https://www.fmita.it/2157-storia-della-tattica-del-gioco-del-calcio

  • Evoluzione tattica del calcio moderno.

http://www.edusportvv.it/images/doc/evoluzionecalcio.pdf

  • Piccola storia della tattica.

http://www.mondopallone.it/2013/03/29/piccola-storia-della-tattica-gli-anni-30-leuropa-e-il-metodo-allenatori-e-campioni-ii-parte/

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