La Tattica:

La tattica può essere definita come la gestione organizzata degli spazi e del tempo. Chi pensa il calcio da un punto di vista squisitamente tattico deve cercare di ridurre il calcio agli scacchi, ignorando la componente casuale del gioco e concentrandosi su ciò che può essere pianificato. Una squadra meglio organizzata tatticamente può battere una squadra più dotata tecnicamente.

Le Origini:

Il calcio nasce ufficialmente nel 1863 quando la Football Association stabilisce alcune norme fondamentali per differenziare il calcio dal rugby. In principio fu la mischia. Il gioco era violento e confusionario, non era contemplata la possibilità del passaggio, ritenuta una forma di debolezza. Chiunque venisse in possesso della palla iniziava un’azione individuale muovendosi in direzione della porta avversaria. Era il dribbling game. La regola del fuorigioco, codificata nel 1864, prevedeva che per essere in gioco bisognava avere davanti tre giocatori (portiere compreso). Il primo match internazionale della storia oppose il 30 novembre 1872 Scozia vs Inghilterra e si concluse a reti inviolate.

L’ 1-1-8 all’Inglese:

In Scozia vs Inghilterra del 1872 gli schieramenti prevedevano: un 1-1-8 per gli Inglesi e un più prudente 2-2-6 per gli Scozzesi. Il gioco era frutto della libera iniziativa dei singoli. Non c’era il minimo collegamento fra i diversi reparti. La difesa provvedeva unicamente a rilanciare il pallone il più lontano possibile verso la mischia d’attacco.

1-1-8-inglese
1-1-8 all’Inglese

Dal “Dribbling game” al “Passing game”:

La prima grande rivoluzione nella concezione del gioco avvene con gli Scozzesi che, più minuti fisicamente, compresero la necessità di evitare lo scontro nella mischia. Questo determinò lo sviluppo del passing game, cioè della manovra basata sui passaggi fra i compagni di squadra. Si comincia ad introdurre il concetto della collaborazione fra i compagni e fra reparti diversi. E’ l’inizio di un calcio finalmente ragionato e ricercato. Il primo tentativo di dare agli undici giocatori un gioco corale e una struttura che permettesse di gestire meglio gli spazi è dovuto invece all’iniziativa della squadra del College di Cambridge.

La Piramide di Cambridge:

E’ il primo vero modulo nella storia del calcio. I giocatori disposti sul campo in un 2-3-5 disegnano una piramide rovesciata. La squadra si divide in due metà e si ha una prima ricerca dell’equilibrio. I cinque giocatori avanti attaccano, i due difensori e i tre mediani difendono. Si tratta di un sistema di gioco già completo, cui manca però un elemento: la marcatura, cioè l’abbinamento di un proprio difensore a uno specifico attaccante avversario. Per questa caratteristica la Piramide può essere considerata un antecedente della zona.

piramide-di-cambridge-01piramide-di-cambridge-02

Con la Piramide si ha una primissima suddivisione in ruoli e reparti tra loro distinti. La linea dei cinque attaccanti (forward, avanti) è la prima linea. L’attaccante centrale (centre-forward) è il centravanti. Gli attaccanti esterni erano detti wings cioè ali. I due giocatori tra le ali e il centravanti erano detti inside-forwards: interni o mezze ali. La seconda linea era detta half-back, in italiano mediana. La terza linea, full-back, era la linea difensiva. I due occupanti della terza linea prendevano in italiano il nome di terzini.

Il cambio del Regolamento del ‘25:

La prima squadra di alto livello ad applicare sistematicamente la Piramide fu il Blackburn Rovers dal 1884. Per oltre un trentennio la Piramide resta il modulo di riferimento del calcio nord europeo, fino al cambio di regolamento del 1925. Attorno alla metà degli anni ‘20 il calcio conobbe una profonda crisi: non si segnava più. La regola del fuorigioco prevedeva che un attaccante che si trovasse più avanzato rispetto alla linea del pallone era considerato in posizione regolare soltanto se, al momento in cui partiva il passaggio destinato a raggiungerlo, almeno tre avversari (normalmente due più il portiere) si frapponessero fra lui e la porta. Si trattava di una regola penalizzante per il gioco di attacco: bastava infatti che uno dei terzini avanzasse, lasciando l’altro a presidio dell’area, perché il centravanti si trovasse sistematicamente in posizione irregolare. Nel 1925 si ridusse a due (uno più il portiere) il numero di avversari che un attaccante doveva avere tra sé e la porta, e si stabilì che non esisteva fuorigioco nella propria metà campo. Questo cambiamento fu il punto di partenza per una rivoluzione tattica.

 

Bibliografia:

  • Dalla Piramide al Tiki-taka: storia dei principali schemi.

http://www.ibirbanti.it/dalla-piramide-al-tiki-taka-storia-dei-principali-schemi/

  • Storie di schemi: l’evoluzione della tattica nel calcio.

http://www.storiedicalcio.altervista.org/storie-di-schemi.html

  • Storia della tattica del gioco del calcio.

https://www.fmita.it/2157-storia-della-tattica-del-gioco-del-calcio

  • Evoluzione tattica del calcio moderno.

http://www.edusportvv.it/images/doc/evoluzionecalcio.pdf

  • Piccola storia della tattica.

http://www.mondopallone.it/2013/03/27/piccola-storia-della-strategia-dal-kick-and-run-alla-piramide-di-cambridge/

Advertisements